Parrocchia Madonna del Rosario

Sito delle comunità cristiane cattoliche di Sassi, Borgata Rosa, Mongreno e Superga


Commento al Vangelo (08/11/26)

Vangelo secondo Matteo Mt 25,1-13

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

La parabola delle dieci vergini in Matteo 25,1-13 è un racconto escatologico (sul destino ultimo e sulla venuta di Cristo) che invita i credenti a vivere con vigilanza, responsabilità e carità.

I personaggi e i simboli principali

  • Le dieci vergini: Rappresentano l’intera comunità dei credenti in attesa del ritorno del Signore.
  • Lo sposo: È Gesù Cristo. Le nozze simboleggiano il Regno dei cieli e l’unione definitiva con Dio.
  • Le lampade: La vita cristiana o la professione di fede esteriore. Tutte le vergini le possiedono.
  • L’olio: Simboleggia la fede viva, la grazia dello Spirito Santo e le opere di carità che non si possono “prendere in prestito” all’ultimo minuto. Ciascuno deve maturarlo in prima persona attraverso le scelte quotidiane.

Lo svolgimento e il significato

  1. L’attesa e il sonno: Tutte e dieci le fanciulle si assopiscono perché lo sposo tarda. Il fatto che si addormentino non è il rimprovero principale; la differenza sta nella scorta d’olio.
  2. Il grido di mezzanotte: All’arrivo dello sposo, le cinque vergini stolte si accorgono di avere le lampade spente e chiedono l’olio alle cinque sagge, le quali rifiutano perché non basterebbe per tutte.
  3. La porta chiusa: Mentre le stolte vanno a comprarlo, lo sposo entra con quelle pronte e la porta viene chiusa. Alle tardive che bussano, lo sposo risponde: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Questo non indica un capriccio, ma la mancanza di una relazione autentica e coltivata nel tempo con Gesù.
  4. Il monito finale: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”.

Insegnamento chiave

Il tempo presente è l’unica occasione concreta per accumulare “olio”, ovvero per compiere il bene, amare senza calcoli e mantenere viva la comunione con il Signore. Non si può delegare o rimandare la propria conversione, né contare sulla fede degli altri nel momento del giudizio.