Meditazione Cristiana

Commento al Vangelo (16/11/25)

Vangelo secondo Luca Lc 21,5-19

Giunto a Gerusalemme, Gesù ascolta alcuni che descrivono la bellezza del tempio e da ciò trae spunto per parlare delle cose ultime. Il discorso affronta la questione degli ultimi tempi, quella che noi chiamiamo “la fine del mondo”. Ma parla anche della fine della nostra vita. E ci mette in guardia dalla pretesa di voler capire quando e come questa fine avverrà. Non è questo che conta. La frase conclusiva della pagina evangelica di oggi ci mette nell’ottica giusta: siamo chiamati alla perseveranza. In altre parole, la via della salvezza, che non è mai una nostra conquista, è sempre dono di Dio, passa però dalla nostra quotidiana adesione alla sua volontà, dai nostri “sì” al Signore, detti ogni giorno. Ed è in questo dimorare in Lui che questa salvezza si fa presente già qui e ora, nelle fatiche di ogni giorno, anche nelle tribolazioni e nelle prove più difficili, anche quando saremo chiamati, se avverrà, alla testimonianza fino alla fine, a dare concretamente la vita. Perché in quei momenti di estrema debolezza, saremo rivestiti della forza stessa di Dio. Verranno meno tutte le meraviglie che l’uomo ha saputo ideare in questo mondo, tutta la bellezza che è scaturita dalle nostre opere; ma non potrà venir meno la nostra vita, perché è già principio di eternità. Dio è il Signore della vita e ci ha chiamato all’esistenza per vivere per sempre. Le opere umane invece, per quanto belle, non sono eterne. Di tutto ciò non resterà che pietra su pietra. Noi, pur passando attraverso la morte fisica, siamo destinati all’eternità, tanto che neppure uno dei nostri capelli perirà.

Signore, tu ci chiami alla vita eterna, la Tua stessa vita, che è unione di amore nella Trinità. Rafforza la nostra fede, perché sappiamo vedere, anche negli eventi più drammatici, le tracce della salvezza, verso la quale la tua Provvidenza sta già conducendo, misteriosamente, ma efficacemente, il nostro mondo. Anche quando ciò che avviene ci pare senza senso, fa’ che ti sappiamo lodare sempre, per l’opera ineffabile del tuo Amore che salva e libera, come Tu sai e vuoi.

Sr. Marinella op