Meditazione Cristiana

Commento al Vangelo (25/10/26)

Vangelo secondo Matteo Mt 22,34-40

Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.

1. La trappola del dottore della Legge e il caos delle regole

Al tempo di Gesù, i farisei e i maestri della Legge avevano individuato nell’Antico Testamento ben 613 precetti (365 divieti e 248 comandi positivi). Tra tante norme e prescrizioni, il rischio era quello di perdersi nel cavillo formalistico e dimenticare l’essenziale. Un dottore della Legge si avvicina a Gesù per metterlo alla prova chiedendo: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».

2. Il primo e grande comandamento: Amare Dio con tutto se stessi

Gesù risponde citando la preghiera fondamentale dell’ebraismo, lo Shema Israel (Dt 6,5):

«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente».

I Missionari della Via sottolineano che amare Dio non è una questione di mero adempimento di doveri o sentimentalismo:

  • Con tutto il cuore, l’anima e la mente: indica che l’amore per Dio deve coinvolgere tutta la persona (affetti, volontà, pensieri, scelte quotidiane).
  • Mettere Dio al centro significa fare di Lui il punto di riferimento della propria esistenza, orientando a Lui ogni nostra intenzione e azione.

3. Il secondo comandamento: «Simile» al primo

Gesù non si limita a rispondere alla domanda, ma unisce indissolubilmente al primo un secondo comandamento (preso da Lv 19,18):

«Amerai il tuo prossimo come te stesso».

I Missionari della Via mettono in evidenza la profonda novità portata da Gesù: i due comandamenti non si possono separare.

  • L’amore verso il prossimo è la verifica concreta dell’amore per Dio: non si può dire di amare Dio, che non si vede, se non si ama il fratello che si vede.
  • Allo stesso tempo, l’amore per il prossimo trae forza e nutrimento dall’amore di Dio: senza la radice dell’amore di Dio, l’amore verso gli altri rischia di diventare solo filantropia, stanchezza o ricerca di interesse.

4. «Come te stesso»: l’equilibrio della carità

Il metro dell’amore per l’altro è l’amore per se stessi. Per amare gli altri in modo sano, occorre accogliere se stessi e riconoscersi innanzitutto amati da Dio. L’amore autentico verso se stessi nasce dalla consapevolezza che Dio ci ama incondizionatamente; da questa certezza scaturisce la capacità di donare amore e rispetto al prossimo.

5. «Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti»

L’amore non è una regola tra le tante, ma la sintesi, il filtro e la chiave di lettura di tutta la vita cristiana. Qualsiasi legge, norma o pratica religiosa ha senso solo se aiuta a crescere nell’amore verso Dio e verso i fratelli. Senza l’amore, anche le opere più grandi rimangono vuote.

L’insegnamento spirituale per la vita:

Mettere l’amore al centro di ogni pensiero, parola e azione. Ogni giorno siamo chiamati a chiederci: Ciò che sto facendo o pensando nasce dall’amore per Dio e dal bene per il prossimo, oppure dall’egoismo e dall’orgoglio?