Commento al Vangelo (19/07/26)
Vangelo secondo Matteo Mt 13,24-43
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.
Tre parabole del Vangelo di Matteo: la parabola del grano e della zizzania, quella del chicco di senape e quella del lievito. Il focus principale è su come Dio agisce e su come noi dovremmo porci di fronte al male.
1. La parabola del grano e della zizzania: il nemico e il discernimento
- Il ruolo del nemico: Il diavolo semina il male (la zizzania) nel nostro cuore e nella storia per confondere, dividere e mescolare verità e menzogna
- La tentazione è inevitabile: Più decidiamo di camminare verso il bene e verso Dio, più saremo tentati . Il maligno agisce soprattutto dopo che il buon seme è stato piantato, cercando di ostacolare chi vuole fare la volontà di Dio o uscire dal peccato.
- L’importanza del discernimento: Davanti ai pensieri e ai desideri che ci passano per la testa, dobbiamo chiederci se ci stanno portando ad amare di più il Signore o meno .
2. Le tre declinazioni dell’intransigenza (volere “tutto e subito”)
I servitori della parabola vorrebbero sradicare subito la zizzania, ma il padrone dice di no. Questo “interventismo” o desiderio di risolvere tutto subito si manifesta in tre modi:
- Nel rapporto con se stessi (Il perfezionismo): Spesso ci accaniamo contro i nostri difetti con rabbia e violenza . Questo perfezionismo genera ansia e riduce la vita spirituale a un mero elenco di cose “da non fare”, facendoci perdere di vista l’amore e il dono agli altri. Fra Umile ricorda che alcune fragilità ci accompagneranno per tutta la vita; l’atteggiamento corretto è accogliersi umilmente, lavorare con pazienza e concentrarsi sul bene che possiamo fare.
- Nel rapporto con le vicende della vita (L’impazienza): Vorremmo risposte immediate, ma la realtà è complessa e richiede tempo affinché la verità emerga chiaramente . Un esempio è la prudenza della Chiesa nel valutare le apparizioni prima di approvarle .
- Nel rapporto con gli altri (Il giustizialismo): Spesso condanniamo le persone riducendole ai loro difetti o ai loro errori . Il male va rigettato, ma con le persone bisogna avere la pazienza, la misericordia e l’indulgenza che Dio ha con noi . Se Dio non fosse paziente, non avremmo avuto grandi santi come San Paolo o San Francesco .
3. La gradualità dell’azione di Dio
- Attraverso le parabole del chicco di senape e del lievito, viene mostrato che l’azione di Dio è graduale e nascosta .
- Le cose di Dio partono piccole e crescono nel tempo, trasformando il cuore e la vita delle persone per diventare poi un beneficio e un nutrimento per molti .
Conclusione
Il Vangelo mette a confronto due sguardi: quello ansioso dei servi, concentrato sul togliere subito le erbacce, e quello del padrone, focalizzato sul custodire il buon grano . L’invito finale è quello di non lasciarsi prendere dall’ansia per la zizzania (il male), ma di valorizzare e incrementare il bene presente in noi e attorno a noi .
di fra Umile (Missionari della Via)
