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San Francesco tra memoria e futuro, le celebrazioni per gli 800 anni della morte

Nella Sala Marconi di Palazzo Pio la presentazione del ricco calendario di eventi per l’ottavo centenario del transito di Poverello d’Assisi. Presente il cardinale Zuppi. Il 4 ottobre, ad Assisi la visita del presidente della Repubblica italiana Mattarella. L’arcivescovo Accrocca: “L’insegnamento di Francesco conserva un’attualità perenne perché è una lettura radicale del Vangelo”

San Francesco non è solo un ricordo, una memoria da celebrare. Ma è soprattutto presente. Un presente che guarda soprattutto alla parola pace. È questa l’immagine che emerge dalla conferenza stampa – tenuta stamane, 17 settembre, nella Sala Marconi di Palazzo Pio del Dicastero per la Comunicazione – che ha presentato il ricco calendario di celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Tante le voci, i volti presenti nella conferenza stampa: il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana; l’arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Felice Accrocca; il sindaco di Assisi Valter Stoppini, il custode del Convento della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli, fra Saul Tambini; il custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, fra Marco Moroni. Si è aggiunta, poi in coda, anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti che ha annunciato l’importante iniziativa della fondazione di un hospice pediatrico nella regione umbra che porterà proprio il nome del santo assisiate.

Il cardinale Zuppi e gli altri relatori alla conferenza di presentazione degli eventi per l'VIII centenario della morte di San Francesco

Il cardinale Zuppi e gli altri relatori alla conferenza di presentazione degli eventi per l’VIII centenario della morte di San Francesco

La memoria il 4 ottobre

Il 4 ottobre, giorno della sua memoria, Assisi attenderà la visita del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. La solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta dal cardinale Zuppi, presidente della CEI e arcivescovo di Bologna, con l’assistenza del cardinal Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le Basiliche di Assisi. Ma questo giorno che rappresenta il culmine della festa per san Francesco patrono d’Italia, sarà preceduto da un ricco programma di eventi che si dipanerà dal 24 settembre al 5 ottobre: celebrazioni liturgiche importanti come quella del Transito del santo nella Porziuncola di Assisi, come ha evidenziato fra Saul Tambini, custode del convento di Santa Maria degli Angeli. Ma non solo. A rendere ancor più prolifico il programma ci saranno momenti culturali e innumerevoli segni di solidarietà e di fraternità.

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Una fraternità internazionale

Una fraternità che il mondo di oggi ha bisogno di riscoprire e di curare. Il Custode del Sacro Convento di Assisi, a riguardo ha sottolineato ai media vaticani come “Francesco riconosce i fratelli come un dono. Nel suo testamento dice il Signore mi donò dei fratelli, quindi la fraternità non è qualcosa che si costruisce semplicemente perché noi lo vogliamo, ma è un dono di Dio. Ma questo dono di Dio va però coltivato, accolto prima di tutto. Va coltivato nei luoghi più diversi, a partire dal convento, dal Sacro Convento, dove siamo una fraternità di oltre venti nazioni diverse: siamo oltre 50 frati che proveniamo da venti nazioni diverse. Si può immaginare quanto sia bello e quanto sia a volte impegnativo mettere insieme tante culture, tanti modi di approcciarsi alla vita, siamo tutti frati eppure siamo molto diversi”. Un ottimo laboratorio, quindi, di fraternità, che può donare speranza perché la stessa “fraternità – continua fra Marco Moroni – è possibile anche nel mondo”.

Insegnamento attuale

Assisi è Francesco, e Francesco è Assisi. È un binomio inscindibile. Da sempre. E quando si parla di “sempre” l’orologio del tempo non ha confini. Come sottolinea ai Media Vaticani, monsignor Accrocca, arcivescovo-vescovo di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino, questi eventi rappresentano una sorta di viaggio “tra memoria e futuro: cioè la memoria deve in qualche modo orientare il nostro futuro, darci delle chiavi anche per leggere questa attualità così complessa e l’insegnamento di Francesco è tale che conserva un’attualità perenne proprio perché è una lettura radicale, un’attualizzazione, un’attuazione radicale del Vangelo”.

La conferenza in Sala Marconi

La conferenza in Sala Marconi

Messaggio di pace

Il Vangelo è portatore di pace in ogni luogo. Nel mondo, come nell’anima degli uomini. Lo sapeva bene Francesco d’Assisi che lascia tutto per seguire quella pace di cui il mondo di ieri e quello di oggi ha bisogno. Il cardinal Zuppi, nella conferenza stampa, sottolinea questo ideale che può divenire concretezza solamente se lo vogliamo, se seguiamo la via della pace «disarmata e disarmante». San Francesco d’Assisi – ricorda il presidente della Conferenza Episcopale Italiana – è stato appunto strumento del “messaggio di pace e di unità”. Mentre ai media vaticani ricorda che per essere “disarmanti dobbiamo essere disarmati noi. Molte volte pensiamo che sono gli altri che devono cominciare. Ed è soltanto se noi siamo disarmati che possiamo davvero disarmare. San Francesco era sé stesso senz’altro, soltanto con i propri sentimenti, che poteva andare a parlare col lupo e vedere nel lupo un fratello. Quello che dobbiamo imparare a fare tutti è proprio di disarmarci dai giudizi, da pregiudizi, dall’ostilità”. La via dettata dal santo di Assisi è ancora una strada aperta, tutta da seguire, da intraprendere, ma soprattutto da vivere nella vita di ogni giorno. È la stessa che ha indicato Cristo.