Omicidio in parrocchia
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Autore: rev. Richard Coles
Editore: Einaudi editore, 2024, pagg. 346
Insolito imbattersi in un reverendo, quale l’autore R. Coles, che scriva gialli. Va poi considerato che lo stesso, autore di Omicidio in parrocchia, sequel di un suo precedente giallo di grande successo in Inghilterra Delitto all’ora del vespro, ha un passato di artista di fama. E’ stato a una delle più grandi pop star degli anni ’80. Ha infatti raggiunto la fama come membro del duo pop “The Communards”, accanto al socio Jimmy Somerville. Il brano ‘Don’t leave me this way’ è stato il singolo più venduto del Regno Unito nel 1986 (Wikipedia). E questa passione musicale, tra altre, filtra non di rado tra le pagine di questo racconto.
Siamo, come recita la quarta di copertina, in un tipico villaggio sonnacchioso della campagna inglese, scosso dall’assassinio di un parrocchiano. Non è il primo a macchiare di sangue quel piccolo borgo dove tutti si conoscono, che si stava riprendendo da un analogo e più grave fatto delittuoso di un anno prima proprio nella chiesa di St. Mary, di cui era ed è parroco il canonico anglicano Daniel Clement.
Questa volta il cadavere viene trovato sull’altare di una piccola cappella sconsacrata e abbandonata, ed è del figlio sedicenne di Sal, diacono, e del suo marito, il nuovo aiuto parroco l’evangelico Chris Biddle, al quale è assegnata la parrocchia di Lower e Upper Bedsadlle, confinante con quella di Champton, St. Mary. Clement, che aveva già risolto il precedente caso, si trova richiamato a indagare sulle cause e trovare un responsabile di quella nuova tragica morte che ha tutti i contorni di un rituale religioso. Con il nuovo vicario Chris, il padre dell’ucciso, Clement, per quanto si sforzi, non si trova in grande sintonia. Li dividono approcci diversi alle Scritture, alla pratica pastorale: rigida per il nuovo arrivato per il quale la dannazione eterna può esser dietro l’angolo, più aperta alla misericordia per Daniel per il quale siamo sempre tutti dei work in progress.
Clement, che gode della stima di parrocchiani e delle forze di polizia, viene anche nominato nello stesso frangente dalla anziana enigmatica e seriamente malata Mrs. Hawkins suo esecutore testamentario, insieme alla sua energica madre Audrey. Madre e figlio devono da subito cercare di salvare la donna in fin di vita dalle mire predatorie della coppia Jean e Roy Tailby. I due, comparsi da pochissimo in casa Hawkins, vantano un’ improbabile amicizia con la donna, come hanno già “fruttuosamente” fatto in altre simili occasioni, in casa di altri malati gravemente compromessi.
Clement e Audrey, in quel nuovo ruolo, verranno a conoscere un aspetto sorprendente della vita di Mrs Hawkins, in qualche modo ripreso e continuato dalla signora Audrey dopo la morte della signorina, non senza seri rischi per lei e la canonica, finché le indagini di Clement, con l’aiuto del suo amico poliziotto Neil, porteranno all’individuazione del colpevole. E con l’aiuto, sostiene Clement, della sua amata bassotta tedesca Hilda (in coppia fissa col suo compagno Cosmo), ma anche di una misteriosa Miss March.
I fatti sono ambientati negli anni ’80 del secolo scorso, sullo sfondo del tessuto civile e religioso di allora, tra citazioni bibliche a contrappunto di pensieri e ordinaria vita quotidiana, preghiere, iniziative e attività parrocchiali, feste religiose o civili, visite a parrocchiani, preparazione di sermoni… Si iscrivono all’atmosfera del tempo cenni a un ipotizzato sacerdozio femminile, dibattuto allora nella Chiesa anglicana, cenni a maltrattamenti e violenze sessuali su minori interni a tanti ambienti con il lascito di dolorose ferite non sempre superabili, ricorsi a medium per affrontare pesanti problemi personali…
Il tutto è striato da ironia e tipico humor inglesi, con personaggi sempre compassati, mai al di sopra delle righe pur non mancando occasioni per alzare i toni. Comportamento, quest’ultimo, estraneo al reverendo Clement, protagonista del racconto, ma anche agli altri. E certamente estraneo anche al loro creatore, R. Coles, pure lui, reverendo della Chiesa Anglicana.
Osvaldo Aime
