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Emma Bonino, storica leader radicale

La leader di +Europa era malata da tempo. Gli incontri con Giovanni Paolo II e Francesco

 Emma Bonino è morta a poche ore dal suo trasferimento in una strutturaprivata dopo aver trascorso diversi giorni ricoverata in terapia intensiva a seguito di una crisi respiratoria. Ad annunciarne la scomparsa è stato il suo partito +Europa.

Salita alla ribalta del mondo politico per il suo impegno nel partito Radicale, e come leader delle campagne dello stesso partito che, negli anni ’70, legalizzarono l’aborto e il divorzio, Bonino, nata il 9 marzo 1948 a Bra, in provincia di Cuneo,  ha ricoperto ruoli politici chiave sia in Italia che nell’Unione europea, per sei volte è stata eletta alla Camera dei Deputati, successivamente al Parlamento europeo e poi per due volte al Senato.

Emma Bonino fu chiamata a ricoprire la carica di commissario europeo nel 1995 dall’allora premier Silvio Berlusconi. Negli anni è stata ministro del Commercio internazionale e delle politiche europee nel governo Prodi, vicepresidente del Senato della Repubblica e, successivamente, con il governo Letta, ministro degli Affari Esteri. Bonino è stata l’artefice della nascita dell’Ufficio umanitario della Commissione europea, nonché tra i fondatori dell’organizzazione Nessuno Tocchi Caino, per la battaglia per l’abolizione della pena di morte. Di lei si ricorda l’impegno, assieme a Marco Panella, contro la fame del mondo: i due leader radicali fecero del tema della malnutrizione e denutrizione nei Paesi in via di sviluppo un tema politico prioritario nell’agenda del diritto internazionale. Per questo furono ricevuti in udienza in Vaticano da Giovanni Paolo II il 13 febbraio del 1986, occasione in cui Pannella e Bonino presentarono al Papa il manifesto-appello e le iniziative internazionali promosse dal Partito Radicale per spingere l’ONU e i governi occidentali a intervenire d’urgenza contro la malnutrizione nei Paesi in via di sviluppo ribadendo così la convergenza con Giovanni Paolo II sui temi di carattere umanitario e internazionale.  

Nel 1999 venne candidata, ma senza successo, a prima donna presidente della Repubblica italiana. Sempre nel 1999 si ricorda il significativo risultato che Lista Emma Bonino ebbe alle europee del 13 giugno, quando ottenne l’ 8,46% dei voti riuscendo ad eleggere 7 europarlamentari. Nel 2017, divenne leader di +Europa, una lista di partito liberal-federalista europea che lanciò in vista delle elezioni politiche italiane del 2018.

Il 5 novembre del 2024, Papa Francesco di ritorno dalla Università Gregoriana, andò a trovarla, appena dimessa dopo settimane di ricovero per problemi respiratori, offrendole dei cioccolatini e dei fiori e salutandola con il saluto piemontese “cerea”. Una visita di cui Bonino parlò successivamente, raccontando soprattutto la sua emozione e la sua sorpresa. Di quel pomeriggio resta la foto simbolo del Papa e di Emma Bonino entrambi in sedia a rotelle, su una terrazza romana illuminata dal sole.

Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha affidato ad un comunicato il suo cordoglio per la morte di Bonino. “La scomparsa di Emma Bonino – si legge – addolora profondamente. Ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente”. Mattarella, nel ricordare il percorso politico di Bonino, ne sottolinea l’ “impegno contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, per il Tribunale penale internazionale” che  “sono stati motivi di orgoglio per la Repubblica”. Il governo italiano, ha annunciato la premier Meloni, sta predisponendo i funerali di Stato per Emma Bonino, che si svolgeranno la prossima settimana in data da annunciare.