Meditazione Cristiana

Commento al Vangelo (12/07/26)

Vangelo secondo Matteo Mt 13,1-23

Il seminatore uscì a seminare.

Sia lodato Gesù Cristo. In questa quindicesima domenica, riflettiamo su come la fede comporti alcune scelte precise. Gesù, per spiegare il suo pensiero, si serviva spesso di esempi presi dalla vita quotidiana della gente. Un giorno disse: «Dio è come un pastore che ha smarrito una pecora: la cerca e affronta qualsiasi sacrificio per ritrovarla e condurla all’ovile. E quando la ritrova, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: “Rallegratevi con me perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta”». Gesù conclude sottolineando che si fa festa in cielo per un solo peccatore che si converte.

Continua poi spiegando che Dio è come una donna che ha smarrito una moneta preziosa e mette sottosopra la casa per ritrovarla, invitando poi tutti i vicini a far festa con lei. Ancora, Gesù parla di Dio come di un padre con due figli terribili e ribelli, ai quali si rivolge con una misericordia e un amore sconfinato. Il figlio più giovane, stanco di stare in casa, se ne va in cerca dell’avventura della libertà, ma finisce a pascolare i porci. Eppure, quando il figlio ritorna, il padre gli corre incontro e lo abbraccia: così fa Dio. È un messaggio enorme e totalmente nuovo.

In altre occasioni, Gesù paragona il Regno di Dio a un campo dove crescono insieme grano e zizzania. Queste sono immagini semplici ma efficaci con le quali Gesù ci aiuta a capire il grande enigma della storia che Dio solo può decifrare. Arrivando al Vangelo di oggi, Gesù, osservando probabilmente in lontananza un uomo che gettava la semente, disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare». Egli parlava di se stesso: Gesù è venuto a gettare nel campo del mondo la semente buona e la sua opera continua anche in questo momento nei nostri cuori. I santi sono la prova inconfutabile di questo seme che cresce; molti restano nascosti e li conosceremo solo nell’ultimo giorno, quando cadranno tutti i veli e le maschere. In quel giorno ci saranno tante sorprese: molti di quelli che riempiono i giornali o gli schermi televisivi saranno all’ultimo posto, e molti oggi nascosti saliranno in alto.

Il seminatore getta la semente dovunque: sulla strada, sul terreno sassoso, tra i rovi e sul terreno buono. Perché Dio si comporta così? Perché Egli tende la mano a tutti e offre il suo amore a chiunque, bussando anche alla porta delle più infami persone per aiutarle a uscire dal male e condurle alla gioia del bene. Non esiste persona a cui Dio non offra la possibilità di uscire dalla prigione del male, che è l’unica causa di infelicità. Anche noi dobbiamo condividere lo stile di Dio, gettando in ogni persona la semente del Vangelo — seme di gioia e bontà — con la stessa fiducia che ha Dio.

Se la semente è uguale per tutti, perché porta frutti diversi? Dipende dal campo, ovvero dall’atteggiamento del cuore umano. Chi tiene gli occhi ostinatamente chiusi o vive nel fango dell’immoralità e dell’egoismo non può accogliere Dio, che è amore infinitamente puro e generoso. Chi si lascia guidare dall’orgoglio non può incontrare Dio, che è l’esatto opposto: Dio è umiltà. Tuttavia, il terreno può cambiare grazie alla conversione, come testimonia Sant’Agostino, che ringraziò Dio per non aver strappato subito la zizzania e aver aspettato il suo cambiamento.

Cardinale Comastri